SENZA CONTRAPPESI
Dopo anni di discussioni sul tema delle riforme costituzionali e di lamentele sulle conseguenze negative della frammentazione partitica, l'Italia sembra avere voltato pagina. Il panorama politico oggi e' totalmente nuovo. Si tratta di novità tanto profonde quanto largamente impreviste e imprevedibili. In primo luogo é cambiato l'impianto costituzionale con una trasformazione sostanziale della forma di governo. Si é passati da un sistema parlamentare a un sistema di investitura diretta del presidente del Consiglio da parte del corpo elettorale, una trasformazione costituzionale che sembrava richiedere un'esplicita revisione della Costituzione e che si é realizzata invece attraverso la legge elettorale con l'introduzione di un premio di maggioranza a favore del partito o della coalizione di partiti che ottenga la maggioranza relativa dei voti e dell'obbligo di designare esplicitamente il capo della coalizione. Nelle elezioni del mese scorso, la legge ha funzionato come se il premio di maggioranza si applicasse in eguale misura alla Camera e al Senato. I cittadini hanno così designato (ed eletto) il presidente del Consiglio: lo si é visto plasticamente nella drastica abbreviazione dei tempi di avvio del nuovo governo, fra l'inizio delle consultazioni rituali del capo dello Stato e il giuramento dei ministri. Il secondo mutamento é costituito dalla diminuzione del numero dei partiti rappresentati in Parlamento. Questo effetto é stato prodotto sia dalle soglie di sbarramento previste dalla legge elettorale, sia dalla decisione politica di limitare drasticamente le componenti delle due coalizioni. Si é prodotta così una forte semplificazione della rappresentanza parlamentare, fino a delineare tendenzialmente un sistema bipartitico.
L'opinione pubblica ha reagito molto positivamente all'esito delle elezioni. Insomma, l'Italia sembra decisa e felice di dare un addio senza rimpianti alla forma costituzionale dei governi parlamentari e del predominio del Parlamento rispetto all'esecutivo, dimentica che l'assetto politico-istituzionale, che ora viene accantonato, ha accompagnato gli straordinari progressi economici, sociali e civili dei primi 50 anni della Repubblica. Ne sembra consapevole delle tante rilevanti aree di incertezza che una trasformazione operata per questa via contiene.
Vale la pena di elencare alcune questioni: nasceranno davvero due partiti dalle due federazioni di forze diverse riunite nel Popolo della libertà e nel Partito democratico? Quali saranno le filosofie di fondo che le connoteranno? Basteranno i vaghi riferimenti alle piattaforme programmatiche dei partiti europei? Come si risolverà il problema della democrazia interna a questi partiti? È accettabile un sistema di designazione diretta del capo del governo che assegni al vincitore anche una consistente maggioranza in seno alle Camere? Non vi e' un elemento di pericolo in una situazione nella quale il potere esecutivo, forte di un mandato popolare, disponga anche di una maggioranza in seno agli organi legislativi? Che fine fanno i controlli e i contrappesi che sappiamo essere parte integrante del sistema presidenziale americano?".
Attenderemo con pazienza gli sviluppi della situazione. Ci limitiamo a osservare che per chi ha la responsabilità di guida del governo del Paese essere del tutto soli al comando può rappresentare una condizione operativa favorevole, ma che nel caso in cui i problemi si rivelino di difficile o di non immediata soluzione, la forza della solitudine si può facilmente mutare nell'unicità del colpevole.
Benvenuti!
Sei un cittadino che crede all'importanza di una politica mite, che non tema di considerare inscindibile il nesso tra i princìpi di libertà e uguaglianza e quello della fraternità?
Benvenuto tra quanti, nelle Trevenezie, credono che il servizio della politica alla persona umana, alla famiglia, al bene comune e alla pace sia un compito troppo importante per starsene tranquillamente in disparte e non si riconoscono, politicamente parlando, nel Pd e nel Pdl .
Benvenuto tra quanti, nelle Trevenezie, credono che il servizio della politica alla persona umana, alla famiglia, al bene comune e alla pace sia un compito troppo importante per starsene tranquillamente in disparte e non si riconoscono, politicamente parlando, nel Pd e nel Pdl .
Questo era uno strumento di collegamento per i Triveneti che nei mesi di maggio-giugno-luglio 2008, se l'avessero voluto, avrebbero potuto dare vita al coordinamento denominato "Verso la Costituente di Centro - Trevenezie" La scadenza per rendere effettiva la cosa era il 31 maggio. Almeno 12 dovrebbero essere stati, a quella data, gli aderenti. Erano solo 5. :)
giovedì 15 maggio 2008
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1 commento:
Domande molto serie. E c'è di più, comunque: già c'è chi esprime l'auspicio che Berlusconi e Veltroni "facciano un buon accordo nell'interesse degli italiani. Se cosi' sara', applaudiro'" (Adnkronos di oggi, su Casini, stasera, a 'Porta a porta').
Dopo tutto, è ormai alle spalle la campagna elettorale. Ora, c'è chi scende e c'è chi sale.
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